Mochi

Ieri ho fatto per un tipico dolce giapponese (sì, mi manca tanto il Giappone): il mochi, che sarebbe pasta di riso ripiena di anko. Se si legge su internet sembra un dolcetto di una difficoltà mostruosa, in realtà seguendo bene le istruzioni delle cuoche giapponesi è facilissimo farlo. A prova di scimmia, insomma XD

Ho fatto anche le foto, sono proprio stata brava u.u

Ingredienti per 8-10 mochi.

100 g di farina di riso glutinoso (qui trovate una versione alternativa, in cui si usa il riso invece della farina)
2 cucchiai di zucchero
110 ml di acqua
Anko q.b. (l’anko ha la caratteristica di avere una consistenza malleabile, a differenza delle altre composte. In sostituzione si può provare ad usare della crema di cacao e nocciole fredda da frigo, oppure della zucca cotta, ma non garantisco)
Fecola di patate o amido di mais q.b.

Questa è la farina di riso glutinoso:

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E questa è la marmellata di fagioli rossi (anko). Io ho usato quella con le bucce, ma se si preferisce si può usare anche quella senza. Questa l’ho comprata in un negozio biologico in Giappone; è un souvenir che mi sono portata a casa XD Comunque, la si può fare tranquillamente (qui trovate la ricetta).

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Procedimento.

Prima di tutto si prepara il mochi. In una ciotola mescolare assieme farina e zucchero. Aggiungere gradualmente l’acqua e mescolare bene per eliminare i grumi.

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Coprire con la pellicola trasparente e cuocere in microonde a 500 w per un un minuto. Quando esce è così:

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Si deve mescolare energicamente, coprire e infornare di nuovo, sempre a 500 w per trenta secondi. Ripetere l’operazione per altre tre volte (in totale deve stare in microonde per 3 minuti; massimo 3.30). Il mochi è pronto quando diventa una palla appiccicosissima e si presenta così:

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Mettere sul ripiano di lavoro della fecola di patate o della maizena e infarinarsi anche le mani. Staccare un pezzetto di mochi e formare un dischetto.

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Formare una pallina di anko:

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Metterla al centro del mochi:

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Chiudere per formare il dolcetto. Ripetere fino a fire il mochi. Ecco il risultato:

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Torta Barozzi

Dal momento che in questi giorni sono stressata e depressa, e visto che a casa ho moltissima cioccolata avanzata dal periodo pasquale, ho deciso di affogare i miei dispiaceri non nell’alcol ma in un dolce buonissimo, simile alla caprese, per certi versi.

E’ la torta Barozzi.

Certo, rispetto alla ricetta originale io ho apportato qualche modifica (ovviamente!), ma fidatevi, il risultato è lo stesso (ho provato entrambe le versioni, quindi so cosa dico). Dunque, vi lascio questa delizia così quando vi troverete depressi potrete consolarvi anche voi.

Ingredienti.

250 g cioccolato fondente  °
100 g mandorle tritate molto finemente
85 g di zucchero di canna integrale Dulcita * °
4 uova *
2 cucchiai di olio e.v.o. (la ricetta originale prevedeva 80 g di burro, ma dato che mia madre non ha preso quello biologico non l’ho usato. Viene uguale anche con i due cucchiai di olio)
1 tazzina di caffè ristretto
1 tazzina di marsala (la ricetta originale prevede il rhum, ma a me non piace)
un pizzico di sale

* biologico/di casa
° euqosolidale

Sciogliete a bagno maria il cioccolato e verso la fine aggiungete i due cucchiai d’olio. Sbattete a lungo i rossi delle uova con zucchero e dopo montate a neve gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungete le mandorle tritate ai rossi, aggiungete anche il cioccolato, il caffè e il marsala e amalgamate bene il tutto. Per ultimi unite gli albumi un po’ per volta, mescolando dall’alto verso il basso per non smontarli. Versate tutto in una pirofila foderata con carta forno (è necessario se volete sformare la torta) e cuocete per 20 minuti a 180°. Fate la prova stecchino. E’ una torta carina da fare anche in monoporzione nelle cocottine perchè è talmente morbida che si può mangiare come dolce al cucchiaio.

Acciughe sott’olio

Ho finito di farle poco fa. Io le adoro, così mio zio mi ha spiegato come fare e mi ha procurato tutti gli ingredienti che mi servivano XD

Ingredienti (per due vasetti circa)
una ventina di acciughe sotto sale
olive tagiasche
capperi
olio e.v.o.
due vasetti

Lavate e pulite bene le acciughe, togliendo la lisca e la coda, quindi lasciatele scolare e poi mettetele ad asciugare tra due fogli di carta assorbente o in un canovaccio. Lavate e asciugate bene i vasetti e versateci un po’ d’olio. Iniziate a disporvi dentro le acciughe, aggiungendo qualche  cappero e qualche oliva. Coprite tutto d’olio. Si conservano in frigo.

Crema di nocciole e cacao

Era da un po’ di tempo che provavo a riprodurre in casa la crema di cacao e nocciole seguendo le ricette trovate su internet, ma nessuna, sinceramente mi hai mai soddisfatta, anche perchè in più o meno tutte si trova il latte (vegetale o meno) e io non ce lo volevo mettere. Verso Natale è successo che a un mercatino ho comprato la crema al cacao di una cioccolateria artigianale della zona (che non sapevo esistesse) e me ne sono innamorata. Sì. Così ho cercato di riprodurla e questo è quello che è uscito. Non darò dosi, ma percentuali, perchè è con le percentuali che ho lavorato (mi sono basata sulla percentuale di nocciole segnata in etichetta e sull’ordine degli ingredienti).

Ingredienti.
43% di nocciole tostate ° *
40% zucchero integrale di canna Mascobaldo (questo avevo, ma se usate il Dulcita forse è meglio) *
5%  di cacao amaro (io ho usato El cebio di Altromercato perchè non è trattato) *
2% olio di semi spremuto a freddo *

* bio
° eh…di casa XD

Dunque, vi servirà un tritatutto che funzioni molto molto bene e che sia abbastanza veloce. Iniziate a triturare lo zucchero fino a farlo diventare fine come lo zucchero a velo. Aggiungete il cacao e date una frullata veloce. Unite le nocciole e l’olio e frullate, frullate, frullate, frullate fino ad ottenere una crema (se necessario aggiungete un cucchiaio d’olio in più, dipende molto dalla qualità delle nocciole). A me piace così, eventualmente, in base al vostro gusto potete sempre ridurre la quantità di zucchero e aumentare quella di cacao.
Prima di trasferirla in un vasetto, versatela in una ciotola e scaldatela a bagnomaria, in modo che lo zucchero si sciolga un po’.
Si conserva fuori dal frigo perchè non ha latte.

Con questa ricetta partecipo all’iniziativa

Burger di fave e cipolla (anche per celiaci)

Ecco, dopo aver latitato per un po’ torno con una ricetta, sempre vegetariana (beh per chi non è veg, questi piatti sono pur sempre un’alternativa alle solite cose 🙂 ) : burger di fave e cipolla.

Ingredienti.
250 g di fave secche *
un pezzetto di alga kombu (facoltativo) *
sale qb.
pepe qb.
un uovo (facoltativo) * °
una cipolla grande *
un cucchiaio di curcuma
un cucchiaio di paprika dolce
un pizzico di aglio in polvere
10 grammi di pecorino grattugiato *
4-5 cucchiai di farina da polenta (non quella istantanea….) *
farina da polenta e sesamo per impanare
olio e.v.o

* bio
° di casa

Mettete le fave in ammollo per il tempo indicato sulla confezione. Lavatele bene e togliete quante più bucce potete (sì, lo so…è una palla…ma è meglio farlo xD), quindi cuocetele in acqua salata con un pezzetto di alga kombu, se l’avete.
Quando sono cotte, scolatele e passatele al passa-verdure in modo da eliminare le bucce che sono rimaste. Tritate la cipolla e unitela cruda alle fave. Aggiungete anche  il pecorino, il sale, il pepe, la paprika, l’aglio in polvere e la curcuma (ovviamente, la proporzione delle spezie varia anche in base ai gusti), l’uovo e la farina da polenta e mescolate bene. Se l’impasto risulta troppo morbido aggiungete ancora uno o due cucchiai di farina.  Fate riposare il composto per mezzoretta.
Questi burger vanno cotti al forno.
In un piatto mescolate la farina da polenta con il sesamo e un goccio d’olio e.v.o., formate i burger e impanateli nella mistura ottenuta. Adagiateli su una teglia coperta da carta da forno versate un filino d’olio e.v.o. su ognuno di loro (basta poco perchè c’è già nella panatura) e cuoceteli a 180° per circa 40-50 minuti (a metà cottura ricordatevi di girarli e di versare un’altro goccino d’olio dall’altra parte).

Frollini con farina integrale di farro

Ingredienti.
250 g di farina integrale di farro *
80 g di zucchero integrale di canna Dulcita * °
70 g di olio di semi a scelta
1 uovo *
la buccia grattugiata di un limone *
un pizzico di sale
acqua q.b.
un cucchiaino di lievito per dolci
un cucchiaino di bicarbonato

* bio
° equosolidale

Setacciate la farina con il lievito, il bicarbonato e il sale in una ciotola. Aggiungete lo zucchero e la scorza del limone e mescolate bene. Unite anche l’uovo e l’olio. Lavorate l’impasto fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea. Se serve aggiungete anche un po’ d’acqua. L’impasto non sarà elastico, per cui è normale tenda a rompersi.
Fate riposare in frigo per un’oretta.
Stendete la frolla e formate i biscotti. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti.
Decorate i biscotti come meglio preferite!

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Pane alle castagne con uvetta e gocce di cioccolata

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Ingredienti.
200 g di farinaintegrale di farro *
100 g di farina 0 *
150 g di farina di castagne *
3 prese di sale *
2 cucchiai di olio e.v.o. *
2 cucchiai di malto *
3 cucchiai di zucchero integrale di canna tipo Dulcita *°
due manciate circa di uvetta
due manciate circa di gocce di cioccolato
un panetto di lievito di birra (25 gr)
300 ml di acqua circa

* biologico
° fair trade

In una ciotola, setacciate le farine con il sale. A parte sciogliete il lievito e lo zucchero in 200 ml di acqua tiepida e poi versate il tutto nella ciotola contenente le farine. Aggiungete anche l’olio e il miele e lavorate con le mani, aggiungendo il resto dell’acqua un po’ per volta (se serve), fino ad ottenere un impasto omogeneo, morbido e liscio. Formate una palla, coprite con un canovaccio pulito e lasciate lievitate 3-4 ore in un luogo tiepido e asciutto. Lavate bene l’uvetta e lasciatela in ammollo l’uvetta in un po’ d’acqua fredda. Trascorse le ore di lievitazione incorporate l’uvetta, dopo averla strizzata, e le gocce di cioccolato. Formate una nuova palla e inseritela in uno stampo (io ho usato uno stampo a ciambella per farlo più carino). Coprite con il canovaccio e fate lievitare ancora un’oretta; poi infornate in forno preriscaldato a 240 gradi. Dopo dieci minuti abbassate il forno a 180°. In tutto io l’ho cotto un po’ di più di mezzora e mi si è leggermente sbruciacchiato in superficie.

Con questa ricetta partecipo all’iniziativa del blog La cucina della capra.

100% Vegetal Monday